Suoni in cucina
Questo articolo di Arianna Sedioli è tratto dal numero 130 di Musica Domani.

Gli oggetti di uso quotidiano sono spesso una miniera preziosa per infiniti giochi di esplorazione e di scoperta sonora. La sensibilità degli adulti per il mondo delle cose è spesso annebbiata dall’abitudine che induce a gesti frettolosi e automatici: lo stupore e la meraviglia dei bambini per le magie della quotidianità possono essere piacevolmente contagiosi, se decidiamo di condividerli con loro. La loro naturale curiosità li spinge a mettere in primo piano proprio i suoni semplici che potrebbero passare inosservati; i loro sguardi scintillanti ridanno ai grandi, che li accompagnano e li sostengono, emozioni perdute.

In cucina, ad esempio, si possono trovare tantissime attrazioni sonanti. Una pentola può uscire dal suo contesto funzionale e diventare uno strumento a percussione straordinario con il quale produrre, attraverso gesti energici e decisi, sonorità tonanti, roboanti e rombanti. I bambini usano questo oggetto per invenzioni fragorose con le quali sembrano voler affermare: suono forte, ascoltami!

Avremo cura di selezionare per loro pentole di materiali diversi: l’alluminio per le sue sonorità chiuse, l’acciaio per le sue scie sonore espanse, il metallo smaltato per le sue caratteristiche particolarmente squillanti. Inoltre possiamo proporre ai bambini elementi di varie grandezze e forme: dalla pentola alta e spessa che sprigiona suoni cupi e intensi, alla padella leggera e vibrante, fino al tegame piccolissimo dai timbri chiari e acuti.

Ogni strumento sarà esplorato con battenti di vario tipo come cucchiai di legno, cucchiai e cucchiaini di metallo e bastoncini.

Per i giochi di scoperta è necessario organizzare i bambini a piccolo gruppo, individuando uno spazio dove è possibile accettare anche le produzioni sonore più esplosive. I giochi d’insieme potranno alternarsi a esplorazioni di coppia e individuali, per dare ai bambini la possibilità di prendere coscienza della diversità delle loro scoperte e per interiorizzarle.

Con le pentole si possono creare non solo musiche forti, ma anche musiche leggere e delicate, utilizzando ad esempio battenti morbidi come cucchiai ricoperti di stoffa.

Per sperimentare gesti sonori diversi come strofinare e accarezzare, si possono usare spazzole per pulire le bottiglie, spazzolini da denti e spugne; questi oggetti diventano eccellenti dispositivi che sostituiscono l’invito verbale al suonare piano, quasi sempre poco efficace.

Tegami, padelle e coperchi dai suoni particolarmente caldi possono essere proposti ai bambini sotto forma di arredi sonori “a sospensione”: appendendoli a supporti di legno o di bambù (una semplice asta agganciata da una parete all’altra, un cavalletto, un trespolo) diventano superfici metalliche aeree (simili a gong, campane tubolari, tam tam) che permettono modalità di produzione e gesti sonori in cui tutto il corpo partecipa.

Anche uno stampo per i dolci dalle pareti ondulate, combinato con un bastoncino, può trasformarsi in uno strumento speciale. Le sue sonorità intermittenti, dentellate e gracchianti sono spesso associate dai bambini al verso delle rane e dei rospi o al rombo delle moto. Sull’onda di queste idee interpretative si possono organizzare improvvisazioni a tema, sonorizzazioni, piccole composizioni.

La cucina è davvero uno scrigno che contiene tante meraviglie da sfruttare per attività di scoperta e di invenzione musicale: centrifughe per l’insalata, frullini, schiacciapatate, tagliauova, bricchi di metallo, mattarelli, grattugie, stampini per biscotti… Poi ci sono gli oggetti da ascoltare: le caffettiere che gorgogliano sommessamente, gli sbattitori elettrici e i frullatori con le loro raffiche tremolanti e assordanti, le pentole a pressione e i bollitori che soffiano e sbuffano energicamente. Si possono organizzare attività d’ascolto dal vivo, ma anche realizzare registrazioni audio e riprese video da proporre ai bambini successivamente, per far nascere nuovi interessi per questi oggetti parlanti e rilanciare il gioco.

Lo strumentario utilizzato per queste proposte potrebbe essere sistemato al nido o a scuola in una piccola credenza, come mobile-contenitore tematico.

Quando si decide di giocare con la musica delle cose si aprono gli sportelli e si dà il via alle sperimentazioni, magari scoprendo talvolta qualche ospite inatteso: un macinino da caffè un po’ arrugginito, una panciuta teiera, una pentola enorme, un frullino “preparato” con tanti campanellini: quale sarà il loro suono?

Ai bambini più grandi si può poi proporre, come integrazione delle esplorazioni sonore personali, qualche sequenza video della famosa band Stomp, in particolare la loro mirabolante performance nella cucina di un ristorante (Stomp Aut Loud,1997). Può infatti essere molto stimolante scoprire che anche gli adulti-musicisti si divertono suonando gli oggetti e rinnovare la curiosità per altre esplorazioni, dentro e fuori la cucina, ascoltando i ritmi acrobatici di questi straordinari artisti.

 
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